Se famo du’ spaghi?

Se famo du’ spaghi? Tipica espressione quando si ha fame ma si vuole preparare un piatto rapido e che mette d’accordo tutti.

I primi spaghetti nella storia sono stati mangiati nel VI secolo a.C. in un territorio che oggi corrisponde all’attuale Pakistan e venivano considerati comunque degli scarti della lavorazione della pasta, la quale veniva preparata tramite un processo di essiccazione nelle cucine del Sultano di Bahawalpur, e questi venivano dati come pasto agli inservienti.

Il nome spaghetto comunque viene dato successivamente dal figlio del Sultano, dopo che si accorse che questa pasta rimaneva indurita e dritta come i soldati di suo padre, i “sipahee”. È comunque con Marco Polo che gli spaghetti superano i confini della valle dell’Indo: ospite di un mercante turco, assaggia un piatto di “spahi” conditi alle usanze del posto e la pietanza gli piacque così tanto che riuscì a farsi lasciare la ricetta e tornato a Venezia la volle diffondere.

In seguito il termine “spahi” viene italianizzato in spaghi (a Roma, se ci fate caso, quando si improvvisa una cena tra amici è solito dire “Se famo du’spaghi?”) e successivamente nel più conosciuto spaghetti ma questa è una delle versioni sulla comparsa di questo formato di pasta oggi sulle nostre tavole.

Uno spaghetto veloce ha sempre placato la fame improvvisa (soprattutto quella di mezzanotte) e mette sempre d’accordo tutti. Con pochi ingredienti e di qualità possiamo preparare un piatto degno anche del Sultano o di Marco Polo. Spaghetto di grano pugliese Saragolla di Palazzo Piccolo, pangrattato di riso per una maggiore croccantezza, olio extravergine di oliva Feudotto cultivar Nocellara del Belice de La Goccia d’Oro e pomodoro di Puglia in concassé (cubettata) di Rosso Gargano, cipolla ramata di Montoro o di Milano… e la ricetta è servita.

Ingredienti per 4 persone:

  • 300 gr di spaghetti di grano pugliese Saragolla Palazzo Piccolo
  • 4 cipolle ramate di Montoro o di Milano
  • 80 g di pangrattato di riso (o normale)
  • 400 g di cubettata di Puglia Rosso Gargano
  • 100 mL di olio extravergine d’oliva Feudotto cultivar Nocellara del Belice La Goccia d’Oro + altro
  • Sale integrale fino q.b.

Procedimento:

  1. Lavare, mondare e tagliare a fette sottili le cipolle con un coltello ben affilato (per evitare di lacrimare) e farle appassire in una padella antiaderente capiente con poca acqua, un filo d’olio e un pizzico di sale. Trasferirle in un contenitore mantenendole al caldo e nella stessa padella versare il pangrattato con un pizzico di sale e i 100 mL di olio e farlo riscaldare finché inizia a dorare, quindi aggiungere le cipolle e continuare a mescolare per un altro minuto.
  2. In un’altra padella si fa cuocere per circa 15-20 minuti la cubettata di Puglia con un filo d’olio e un pizzico di sale e poi tenere in caldo.
  3. Portare a bollore l’acqua, salare e cuocere gli spaghetti, scolandoli un paio di minuti prima e trasferendoli nel condimento con il pangrattato e le cipolle per un’ultima spadellata e terminare la cottura.
  4. Per impiattare, versare nella fondina un po’ di sughetto di cubettata e sopra adagiare gli spaghetti conditi con il pangrattato e le cipolle.
  5. Da accompagnare con un rosato frizzante del Salento.
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