Piccole farfalle su crema alla robiola

Piccole farfalle su crema di robiola è la ricetta con cui partecipo al contest #1000primigiorni indetto da Caseificio Tomasoni e Serena Comunicazione.

Un proverbio ebraico dice che Dio non poteva essere dappertutto, così creò le madri. Le mamme, tra i tanti doni, hanno quello di nutrire i propri bambini instaurando un legame speciale che in genere nasce già durante la gravidanza (per chi ha avuto la gioia di darli alla luce), continua nell’allattamento ed evolve al momento del graduale passaggio alla cosiddetta alimentazione complementare al richiesta. Voglio marcare il concetto di evoluzione perchè la transizione da un’alimentazione esclusivamente lattea (e quindi liquida) ad una mista (solida e lattea) non deve essere presa come un punto d’arrivo ma come un cammino di scoperte per il bambino insieme ai genitori al momento che il bambino si sente pronto, quindi con i suoi tempi.

Come suggerito dall’OMS, l’introduzione di nuovi alimenti insieme al latte materno o formula sostitutiva (quando necessario) deve partire dal 6° mese di vita e non prima, in quanto iniziano a cambiare le esigenze nutrizionali del bambino e il suo organismo è pronto fisiologicamente ad accettare nuove tipologie di cibo oltre alla graduale abitudine a masticare, mangiare, gustare e apprezzare quello che mangiano i suoi genitori.

La storia della nutrizione pediatrica ha percorso nel tempo evoluzioni e digressioni di pensiero ma è negli ultimi anni che l’alimentazione complementare a richiesta (ACR) e non il semplice svezzamento (con le sue regole ferree) viene promosso dai pediatri e medici di base. Per esempio io cominciai l’ACR all’età di 9 mesi e ad assaggiare il cibo che mangiavano i miei genitori intorno all’anno di vita, utilizzando molto i sensi del tatto e dell’olfatto prima del gusto.

Io a circa 6-7 mesi (inverno/primavera 1982)
Io all’età di 2 anni (autunno 1983)

Quindi se il bambino mostra curiosità verso la “pappa” dei grandi, a meno che non ci siano dei rischi di allergie note, diamogli la possibilità di poterla esplorare con i suoi sensi e finchè possibile non interrompere comunque l’allattamento al seno fino al secondo anno (come indicato dall’OMS).

Infografica sul latte materno. (Fonte www.uppa.it)

E’ ovviamente richiesto ai genitori, che sono il modello di imitazione del bambino, che essi stessi seguano un’alimentazione il più possibile sana in quanto segnerà il suo futuro per la sua salute (prevenzione di rischi dismetabolici e cardiovascolari).

Per quanto riguarda il latte vaccino, poiché nutrizionalmente superiore rispetto alle necessità, è indicato introdurlo dopo l’anno di vita. I latticini, invece, possono essere introdotti dal 6° mese in quantità che si aggirano dai 20 g (Parmigiano Reggiano) fino a 40-50 g di formaggi magri freschi (ricotta, robiola) mescolati in vellutate o omogeneizzati fatti in casa.

Nella ricetta proposta ho utilizzato la Robiola del Caseificio Tomasoni, preparata con latte vaccino veneto di alta qualità a km giusto proveniente da allevamenti controllati garantendo al consumatore la tracciabilità della filiera e il sostegno agli allevatori locali.

Questo piatto ha la peculiarità di poter essere consumato dai piccoli ma anche da tutta la famiglia, scegliendo ortaggi che incontrano in genere il gusto dei bambini per la loro dolcezza (zucca e pisellini) e un formato di pasta, piccole farfalle, che possono stimolare la curiosità. La pasta è fatta in casa utilizzando una farina nutriente a basso contenuto di glutine, il farro monococco, miscelata con una piccola parte di “farina” di piselli per completare il quadro nutritivo e per un leggero tono di colore.

Se volete realizzare la pasta esclusivamente per il bambino, è possibile congelare il quantitativo in eccesso e cuocerne il necessario al bisogno in volte successive. Anche il quantitativo in più di crema può essere conservata in vasetto e congelata per utilizzarla al bisogno.

Ingredienti:

  • 100 g di Robiola Caseificio Tomasoni
  • 150 g di zucca violina biologica al netto degli scarti
  • 100 g di pisellini freschi/surgelati biologici
  • 115 g di farina di farro monococco biologica
  • 10 g di “farina” di piselli biologica
  • acqua a temperatura ambiente q.b.
  • 5 mL di olio extravergine d’oliva Garda DOP (= 1 cucchiaino) + 10 mL per la realizzazione delle creme

Preparazione:

  1. Su una spianatoia versare a fontana le farine (ben mescolate in precedenza), creare un cratere con le dita e versare poca acqua e l’olio e con una forchetta iniziare a mescolare incorporando la farina. Al bisogno aggiungere sempre poca acqua a volta e impastare bene con forza finchè l’impasto non risulta compatto ma elastico e lavorabile.
  2. Inserire il panetto di pasta in una bustina per alimenti surgelati, chiuderla e lasciar riposare l’impasto per almeno 30 minuti in modo che la maglia glutinica, stressata dall’azione dell’impastare, si possa rilassare e permettere una più facile stesura della sfoglia.
  3. Nel frattempo portare a bollore una pentola con acqua non salata e sbollentare per pochi minuti i pisellini e lessare per 15-20 minuti la zucca violina, precedentemente tagliata a dadini per agevolare la cottura. Questi due passaggi possono essere fatti con la stessa acqua, dopo di che è preferibile conservarla sia per aiutare la preparazione delle creme che per la cottura della pasta.
  4. In un boccale inserire i pisellini scottati (tenendone da parte una piccola manciata), 40 g di Robiola Caseificio Tomasoni e 5 mL di olio evo Garda DOP (se serve anche qualche cucchiaio di acqua di cottura degli ortaggi) e con un minipimer creare una crema vellutata. Fare la stessa operazione con la zucca (usandola tutta in questo caso). Tenere in caldo le due creme con sistema a bagnomaria fino al servizio.
  5. Riprendere il panetto e stendere la sfoglia sottile sulla spianatoia come per la pasta all’uovo. Con una rotella dentellata per pasta creare dei piccoli rettangoli, dai quali si ricaveranno piccole farfalle stringendo con le punte delle dita a metà del rettangolo.
  6. Portare a bollore l’acqua di cottura degli ortaggi e cuocere 20 g di piccole farfalle per il bambino (80 g a testa per mamma e papà).
  7. Scolare la pasta e ripassare velocemente in padella con i 20 g di robiola rimanenti e i pisellini, aiutandosi con qualche cucchiaio di acqua di cottura.
  8. Disporre in una ciotola le due creme di robiola tiepide, adagiare sopra la pasta anch’essa tiepida e buon appetito!

Bibliografia per le informazioni scientifiche:

  • SIPPS AA.VV. “Manuale di Nutrizione in Età Evolutiva”. Cuzzolin, Napoli 2016
  • Piermarini L “Io mi svezzo da solo”. Bonomi, Pavia 2008
  • Piermarini L “Autosvezzamento”. Medico e Bambino, 2002; 21(7): 468-471
  • Piermarini L “Alimentazione complementare a richiesta: oltre lo svezzamento”. Medico e Bambino, 2006; 25: 439-422
  • Cozza G “La pappa è facile”. Il Leone Verde, Torino 2012
  • Agostoni C et al “Complementary feeding: a commentary by the ESPGHAN Committee on nutrition”. J Ped Gastroent Nutr 2008; 46: 99-110
  • Alvisi P et al “Recommendations on complementary feeding for healthy, full-term infants”. Italian Journal of Pediatrics 2015; 41: 36 (28.04.2015)
  • EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies (NDA) “Scientific opinion on the appropriate age of introduction of complementary feeding of infants” EFSA J 2009; 7(12): 1423-61
  • Longo G “La dieta non previene l’allergia ma la favorisce: la prova del nove” Medico e Bambino 2015; 34: 143-145
  • Franchini F et al “Nutrizione pediatrica dalla nascita all’adolescenza – Principi e pratica”. Piccin, Padova 2005
  • Bianchi M “Noi ci vogliamo bene”. Mondadori, Milano 2016
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