Pepite da (non) scarto

Una mente vulcanica come quella di uno scienziato non va mai in riposo ma ogni volta tira fuori l’impossibile per plasmarlo in possibile e ripetibile. Tempo fa ho letto un libro, “La cucina a impatto (quasi) zero” di Lisa Casali del blog www.ecocucina.org, che non pone limiti alla fantasia e impronta le ricette sull’utilizzo degli scarti alimentari per dar vita a delle ricette particolari, alcune fenomenali ma altre un pochino discutibili… Comunque fatto sta che ho voluto provare a riprendere una sua ricetta e personalizzarla in base alle mie esigenze e il risultato è stato decisamente appetibile.

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Il protocollo:

  • la buccia di 2 carote medie;
  • una patata media sbucciata;
  • la buccia della patata;
  • prezzemolo;
  • una manciata di fiocchi di mais;
  • farina di mais tostata;
  • curcuma e paprika dolce q.b.;
  • semi di papavero;
  • olio evo q.b.;
  • sale q.b;
  • acqua di cottura della patata;
  • olio di mais per friggere.

La procedura:

  1. Lavare bene le bucce sotto acqua corrente e tritarle con un coltello a lama grande.
  2. Saltare le bucce tritate in una padella con olio evo, sale, paprika dolce e curcuma per una decina di minuti; mettere da parte.
  3. Bollire la patata, lasciarla raffreddare e schiacciarla in una ciotola.
  4. Unire il prezzemolo e le bucce e mescolare, aggiungendo poca acqua di cottura della patata per avere un composto morbido da manipolare.
  5. Sbriciolare con le mani i fiocchi di mais ed unire al composto.
  6. Dall’impasto prelevare dei pezzetti e arrotolarli tra le mani a formare delle piccole polpettine.
  7. Passare le polpettine nella farina di mais tostata mescolata ai semi di papavero.
  8. Friggere in olio di mais ben caldo e far scolare in carta assorbente oppure mettere in forno a 180°C (come ho fatto io) per 20 min.
  9. Servire tiepide con delle salsine a piacere ma son buone anche da sole!
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