Le tisane: usi e proprietà

Le tisane: usi e proprietà di una delle bevande più consumate al mondo, come momento di relax o per i benefici delle erbe utilizzate.

Le tisane sono una delle bevande più bevute al mondo, si calcolano in media circa 400 miliardi di tazze all’anno. Sono delle preparazioni diluite in acqua calda o fredda, spesso aromatizzate e dolcificate, che in genere non contengono caffeina.

Si ottengono da una o più derivati vegetali (erbe, spezie, frutti o altri componenti come foglie e radici) e sono destinate alla somministrazione per via orale per ottenere un beneficio terapeutico. Inoltre rappresentano un momento piacevole da dedicarsi, durante la lettura di un libro o semplicemente per una pausa di relax.

Tisane ed elaborati alla frutta non vanno confusi con i tè propriamente detti (nero, verde, bianco, etc), che sono invece preparati dalle foglie curate della pianta del tè, la Camellia sinensis e suoi simili.

Una tisana composta da più erbe presenta elementi così schematizzabili:

  • il rimedio di base: una o più erbe con principi attivi utili per la terapia,
  • l’adiuvante: una o più erbe capaci di avere un effetto sinergico con i principi attivi medicamentali,
  • il complemento: una o più erbe o frutti in grado di conferire gradevolezza alla vista e al palato,
  • il correttore: una o più erbe che ne migliora le proprietà organolettiche.

Per ottenere un buon preparato per tisana, le erbe sia fresche che essiccate da utilizzare per la composizione devono essere opportunamente sminuzzate perché un buon taglio influisce sull’estrazione dei principi attivi. Possono inoltre accadere interazioni sfavorevoli tra i principi attivi delle erbe e la farmacopea consiglia quindi di non superare le cinque tipologie di queste in uno stesso preparato.

Esistono diversi tipi di tisane a seconda del metodo estrattivo cui si ricorre:

  • infuso, che permette di estrarre i principi attivi o gli aromi da piante officinali o da alimenti solidi immergendoli in un liquido per un tempo più o meno lungo;
  • decotto, metodo utilizzato per estrarre i principi attivi o gli aromi non termolabili dalle parti di piante officinali o alimenti che risultano essere più duri (radici, semi, corteccia o legno);
  • macerato, operazione di solubilizzazione consistente nel trattare con acqua o con altri solventi a temperatura ambiente alcune sostanze per estrarne determinati componenti. Il tempo di macerazione varia in base al principio attivo che occorre estrarre

Da come si evince, la scelta del metodo estrattivo più idoneo dipende dalle caratteristiche delle fonti vegetali e dei principi attivi che si vogliono estrarre di volta in volta.

Il metodo estrattivo più utilizzato in ambito domestico è l’infuso, che avviene su apposite bustine contenenti miscele specifiche di erbe o altre parti vegetali. In base alla selezione e miscelazione di questi componenti, le tisane possono avere proprietà dimagranti, drenanti, lassative, etc.

I preparati per infusi che troviamo nei punti vendita della grande distribuzione organizzata permettono di ottenere tisane povere in principi attivi e limitato potere terapeutico, insomma una bevanda dal buon sapore come alternativa a tè e caffè. Nelle erboristerie, invece, abbiamo la possibilità di farci guidare da un esperto per l’acquisto di erbe singole o miscele adatti alle proprie necessità, consigliandoci anche il miglior metodo di preparazione per una migliore assimilazione dei principi attivi terapeutici ed evitare effetti indesiderati. Inoltre ci consiglierà il miglior modo di conservare le preparazioni, in genere in zone ombrose, areate, fresche, buie e in contenitori costituiti da materiale inerte.

Una volta preparata, la tisana va assunta al momento o tutt’al più entro 24-48 ore, conservando il liquido in frigorifero. Le tisane andrebbero consumate senza aggiunte di zuccheri o edulcoranti al fine di assaporare nella loro naturalità i profumi e soprattutto gli aromi sprigionati dalle erbe che la compongono. Ma se proprio non si riesce a rinunciare al tocco di dolcezza, è sufficiente sciogliere nella bevanda un cucchiaino di miele di acacia, il più neutro tra questa categoria di dolcificanti oppure, per esempio un miele di tiglio o di eucalipto in una tisana dedicata a lenire problemi a livello respiratorio come raffreddori o mal di gola.

Bibliografia:

Bettiol F, Vincieri FF. Manuale delle preparazioni erboristiche. Tecniche Nuove, Milano 2009

Cabras P, Martelli A. Chimica degli alimenti. Piccin, Padova 2004

Cappelli P, Vannucchi V. Principi di chimica degli alimenti. Zanichelli, Bologna 2016

Fundarò AM. Guida pratica agli integratori alimentari. Bottega Verde, Pienza 2011

Odello L, Violoni M. Sensi, cervello, analisi sensoriale. Centro Studi Assaggiatori, Brescia 2007

Società Italiana di Scienze Sensoriali. Atlante sensoriale dei prodotti alimentari. Tecniche Nuove, Milano 2012

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