Open Day IDB Group: come nascono i lievitati

Open Day IDB Group. Lo scorso 21 settembre a Badia Polesine, in una giornata di sole che illuminava la piana rodigina, l’Industria Dolciaria Borsari ha aperto le porte dei laboratori di produzione per poter raccontare e far vedere come nasce un lievitato artigianale d’eccellenza, grazie al lavoro e alla passione di donne e uomini che stanno dietro a tutta la filiera… rigorosamente made in Veneto!

IDB Group è stata tra le prime aziende in Italia a produrre i lievitati da ricorrenza e ad oggi occupa più del 60% del mercato nazionale. L’inizio della sua storia si colloca intorno al 1795 a Foligno, quindi una matrice umbra per quella che nel tempo è diventata una florida azienda del tessuto economico veneto, sviluppandosi dapprima come una catena di pasticcerie e in seguito, dal 2000 in poi, nell’azienda che conosciamo oggi e che raggruppa diversi marchi storici in ambito dolciario (vedi Borsari, Antica Pasticceria Muzzi e Giovanni Cova & C., per esempio).

Sono Martino Beggio, Responsabile Marketing e Comunicazione, e Andrea Muzzi, CEO di IDB Group, ad accogliere la rappresentanza selezionata di giornalisti e blogger e lo fanno all’interno dell’Emporio Borsari, uno spazio nato nel 2014 come una piccola caffetteria e ampliato due anni dopo divenendo anche un bistrot e un ristorante con cucina a vista, oltre che negozio vero e proprio dei prodotti (una sorta di quasi km zero). La pausa pranzo con le portate preparate direttamente dai cuochi dell’Emporio diventa anche un momento di approfondimento con Beggio e Muzzi sugli obiettivi dell’azienda come l’ultima acquisizione de La Torinese, storica fabbrica di lievitati piemontese, la continua attenzione verso una soddisfacente “consumer experience” in linea con i gusti del cliente finale e una efficace strategia indirizzata alla valorizzazione della materia prima di qualità e dell’artigianalità dei prodotti grazie ad una costante ricerca e sviluppo nonchè seguire la strada dell’innovazione senza dimenticare la tradizione nonostante una produzione su larga scala.

Una volta entrati nei locali di produzione, si viene inebriati dai profumi sprigionati dalle impastatrici e dai forni di cottura. In ogni reparto dedicato ad uno step di produzione si rimane affascinati dai movimenti dei macchinari e dalla manualità degli operatori lì dove è necessario l’intervento umano, come la pirlatura dell’impasto, la scarpatura del panettone e il confezionamento.

Ci si emoziona molto quando ci viene permesso di vedere la madre del lievito in tutta la sua forza (viene rinfrescato fino a 3 volte al giorno), derivante da un ceppo di 80 anni fa e conservato in un ambiente a temperatura controllata (15-18°C).

La linea produttiva del panettone, quella su cui è concentrata la maggiore attenzione in questo periodo, segue un disciplinare molto rigido che consiste nelle seguenti fasi: miscelatura, spezzatura, lievitazione, cottura e raffreddamento. Il processo di miscelatura è il più importante e delicato, quello da cui dipenderà il risultato finale desiderato in fatto di sofficità, consistenza, fragranza e aromaticità. Le materie prime utilizzate vengono rigorosamente selezionate, dal burro del Nord Europa ai canditi del Sud Italia passando per l’uva sultanina della Turchia e le uova rigorosamente fresche e stoccate in silos esterni con controllo batteriologico.

Ad oggi la produzione di IDB Group può contare su 1800 referenze, 150 ricette per la realizzazione di lievitati da ricorrenza in un range di pezzature che partono da 50 g e arrivano anche a 10 kg (in base alle esigenze delle varie committenze) e specialità dolciarie. Tutti i prodotti sono passibili di controllo meccanico e manuale: tre controlli al metal detector assicurano di poter scartare le unità in cui sono accidentalmente presenti elementi metallici, mentre il controllo da parte di un operatore permette di distinguere i prodotti di I gamma da immettere nel flusso di vendita, quelli di II gamma che vengono venduti invece nello spaccio aziendale e scartare quelli di III gamma con difetti tali da essere invendibili.

Al termine della visita nei reparti di produzione, l’Open Day continua nell’Abbazia della Vangadizza, sempre a Badia Polesine, dove vengono approfonditi due temi importanti per la riuscita della vendita di un prodotto. Si parte con l’analisi sensoriale e la degustazione guidata del panettone e del pandoro con accenni sulla selezione delle materie prime in base alle loro caratteristiche per ottenere il prodotto finito desiderato. Un buon prodotto, nel mondo di oggio, ha bisogno comunque di essere ben pubblicizzato e solo un’accurata strategia di marketing basata sullo studio delle preferenze dei consumatori, anche su base psicologica, può portare all’obiettivo e l’intervento del Prof. Vincenzo Russo della IULM di Milano, esperto in Psicologia dei consumi e Neuromarketing, ci apre la mente verso un mondo che vale la pena approfondire come il rapporto tra emozioni, decisioni e comportamenti di consumo alimentare.

E se con le emozioni si conclude questo fantastico open day presso l’IDB Group, si vuole chiudere questo racconto con le parole emozionate di Andrea Muzzi che riassumono 3 generazioni di una famiglia che crede nelle proprie potenzialità e nelle persone di cui si circonda per il raggiungimento dei vari traguardi fissati: “Più che un industriale, mi sento un grande artigiano che porta avanti una tradizione che prosegue da generazioni. Trovo che la fabbrica abbia un fascino tutto suo, ed è entusiasmante vedere come dal niente si arrivi al prodotto finito: questa è un’emozione che mi porto sin da bambino”.

 

Ufficio Stampa: Serena Comunicazione

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